Il ponte che non c’è

ponte.jpgUn brutto affare per Parma quello del ponte Nord, il ponte “che non c’è”. Dopo anni di lavori, polemiche e 25 milioni di euro totali di spese per la costruzione arriva il no all’uso permanente degli spazi coperti: nessun negozio, nessun ufficio o laboratorio sotto le volte di vetro e acciaio. Il vertice tenutosi in comune fra provincia, amministrazione comunale, regione, autorità di bacino e soprintendenza ai beni architettonici non lascia grandi margini di speranza. Il ponte resterà disabitato? Dovremo pagare per la manutenzione di una struttura inutile ed architettonicamente ingombrante? L’unica via percorribile potrebbe essere quella di una deroga speciale a firma diretta della Presidenza del consiglio dei Ministri: il ponte nord diventerebbe in questo caso il terzo ponte abitabile d’Italia a fianco dei ben più noti e “giustificabili” ponte Vecchio e Rialto. Sembra una prospettiva fantasiosa, ma intanto i cittadini della zona si chiedono il senso di un’operazione costosa che ha incisio sul decoro del quartiere e dell’ambiente naturale del torrente ed i parmigiani tutti si domandano per quanti anni ancora dovranno pagare la “tassa” sulle opere inutili delle passate amministrazioni civiche.

Il ponte che non c’èultima modifica: 2013-02-18T08:00:00+00:00da admin
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